L’85,4% degli over 65 convive con almeno una patologia cronica e il 58,3% con due o più, ma solo il 4,9% giudica il proprio stato di salute cattivo o molto cattivo. La fragilità tende tuttavia ad aumentare con l’avanzare dell’età, fino a interessare più di un over 85 su cinque. È quanto emerge dal rapporto presentato a Roma dal Fasi, Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dirigenti d’azienda, costituito da Confindustria e Federmanager, su fragilità, non autosufficienza e bisogni assistenziali della popolazione senior, che ha coinvolto circa 1.300 iscritti al Fondo nelle aree territoriali di Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto.
Il progetto pilota nasce dalla consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione rappresenti una delle sfide più urgenti per i sistemi sanitari e di welfare. Accanto a una percezione complessivamente positiva del proprio stato di salute, infatti, l’avanzare dell’età si accompagna a un progressivo incremento di policronicità, fragilità e disabilità. Comprendere come cambiano condizioni di vita, autonomia funzionale, relazioni sociali e profilo di salute dei soggetti in età senior costituisce quindi il primo passo per sviluppare modelli di prevenzione e presa in carico più efficaci.
La rilevazione è stata condotta su un campione casuale e stratificato di iscritti Fasi con almeno 65 anni, residenti nel Lazio e nelle regioni del Triveneto.
La raccolta delle informazioni è avvenuta attraverso un questionario standardizzato, somministrato prevalentemente online e, in via residuale, telefonicamente. Tra i criteri analizzati: livello di autonomia funzionale, condizioni di fragilità, principali patologie croniche e fattori associati alla perdita di autonomia.
La valutazione dell’autonomia è stata condotta utilizzando il quadro di riferimento ADL-IADL, che distingue le attività di base della vita quotidiana da quelle strumentali.
L’autonomia nelle attività di base della vita quotidiana resta complessivamente molto elevata, mentre le prime difficoltà si manifestano nelle attività strumentali più complesse, come la gestione della casa, il bucato, la mobilità esterna e la spesa. La cura personale, l’alimentazione e le attività essenziali della vita quotidiana rimangono invece preservate nella grande maggioranza dei casi.
La fragilità aumenta sensibilmente con l’età: passa dall’1,8% nella fascia tra 65 e 74 anni fino ad arrivare al 21% tra gli over 85.
Sul piano clinico, il quadro restituito dall’indagine appare coerente con i processi dell’invecchiamento: a fronte di una salute percepita prevalentemente come buona, la cronicità rappresenta una condizione ordinaria e la multimorbilità risulta ampiamente diffusa. La compresenza di più patologie, tuttavia, non coincide necessariamente con la perdita dell’autonomia, confermando l’importanza della prevenzione, della continuità assistenziale e della corretta gestione delle condizioni croniche.
Quando emerge la necessità di un aiuto nelle attività quotidiane, la famiglia continua a rappresentare il principale pilastro assistenziale. Circa quattro iscritti su cinque si rivolgono a familiari o amici, mentre gli altri ricorrono prevalentemente a forme di assistenza privata sostenute direttamente.
Il progetto rappresenta un’iniziativa di particolare rilievo nel panorama della sanità integrativa, poiché sviluppa un percorso di ricerca strutturato specificamente dedicato alla fragilità, alla non autosufficienza e ai bisogni assistenziali della popolazione senior. I risultati potranno orientare l’ampliamento progressivo dello studio ad altre aree del Paese, il monitoraggio periodico delle condizioni di fragilità e non autosufficienza e lo sviluppo di nuovi servizi di prevenzione, teleassistenza, assistenza domiciliare e presa in carico dedicati alla popolazione over 65.



