In salvo gli isopensionati anche in caso di superamento del limite massimo fissato a 7 anni per effetto dell’incremento dei coefficienti delle aspettative di vita e, conseguentemente, dei nuovi requisiti di accesso alla pensione. La speranza di vita certificata da ISTAT, confermata come noto nella legge di bilancio, prevede un mese in più dal 2027 e ulteriori 2 mesi in più dal 2028.
Il 18 marzo si è tenuto un incontro con il Ministero del Lavoro, presente anche l’Inps, per l’improrogabile necessità di affrontare questo tema. Al tavolo Federmanager – che è stata tra i principali promotori dell’iniziativa – era presente insieme ad altre organizzazioni sindacali e datoriali: CGIL, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Usb, Confindustria, Abi, Ania e Federcasse.
E invero, l’allungamento dei requisiti pensionistici legati all’aspettativa di vita, rischiava di determinare in molti casi il superamento del numero massimo di rate previsto dagli accordi sindacali sottoscritti (n. 60 rate elevate a n. 84 in caso di innalzamento del limite da 4 a 7 anni applicabile fino al 31 dicembre 2026), generando un periodo di “vuoto” reddituale alla scadenza del periodo di isopensione per lo slittamento dei requisiti di accesso alla pensione.
Secondo i dati forniti dal Ministero, risulterebbero coinvolti complessivamente circa 5.000 casi, di cui 408 isopensionati, ai quali se ne aggiungerebbero 453 usciti con un contratto di espansione e circa 4.000 coperti da fondi di solidarietà bilaterali bancari e assicurativi fino a 5 anni.
La soluzione prospettata dal Ministero condivisa con le parti sociali – cui si è dato atto questa volta della disponibilità dimostrata per risolvere una situazione davvero critica per molte persone – garantisce la piena tutela delle persone coinvolte passando per la via amministrativa, attraverso una interpretazione evolutiva dalle norme contenute nell’art. 4, commi 1 e 2 della legge Fornero, che sarà recepita in una circolare dell’Inps.
Tale interpretazione si basa, nella sostanza, nel distinguere il momento in cui si accede allo strumento di accompagnamento alla pensione in cui la prima data di pensionamento utile deve rientrare nel periodo massimo fissato per legge e recepito dagli accordi sottoscritti, dalle variazioni intervenute sulle aspettative di vita durante il periodo di fruizione, con la conseguenza che le aziende saranno tenute a prorogare il trattamento di accompagnamento alla pensione (isopensione, nel nostro caso), con costi interamente a carico delle stesse, fino al raggiungimento del primo requisito utile di pensionamento, anche oltre il limite massimo previsto per legge con il versamento della contribuzione correlata (esclusa la “finestra” in caso di pensione anticipata).
Resta il nodo di coloro che maturano i requisiti per accedere alle forme di accompagnamento alla pensione e che potrebbero trovarsi scoperti all’inizio dell’anno successivo per effetto dell’aggiornamento delle speranze di vita.
In ogni caso, per coloro che hanno cessato il rapporto di lavoro e sono stati inseriti in accordo di esodo a fine 2025 e che si sono visti respinte le domande di pensione perché nel frattempo i requisiti anagrafici erano stati cambiati, il Ministero ha annunciato che le relative istanze saranno riesaminate per consentire l’accesso alla forma di accompagnamento alla pensione.
Vigileremo con molta attenzione la fase attuativa, affinché le soluzioni individuate trovino una rapida e concreta applicazione.
Concludendo, siamo lieti di annunciare un risultato davvero importante, frutto di un lavoro molto impegnativo che abbiamo portato avanti in questi mesi per le nostre colleghe e per i nostri colleghi ai quali abbiamo evitato una situazione di effettivo disagio di cui si avvantaggeranno non solo i nostri iscritti, ma ci auguriamo per le persone non associate sia un motivo per farci sentire la loro vicinanza aderendo alla nostra associazione.






